Bonus Montascale 2025: detrazioni e IVA agevolata

La Legge di Bilancio 2025 ha confermato, senza modifiche sostanziali, il Bonus barriere architettoniche al 75% previsto dall’art. 119-ter del D.L. 34/2020, valido per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.

Per chi deve acquistare e installare un montascale – in una casa privata o in condominio – il 2025 rappresenta quindi l’ultimo anno utile per sfruttare questa agevolazione, affiancata da altri strumenti fiscali molto importanti:

  • detrazione 75% per eliminazione barriere architettoniche;
  • bonus ristrutturazioni 50%/36%;
  • detrazione 19% per mezzi di sollevamento destinati a persone con disabilità;
  • IVA ridotta al 4%;
  • contributi a fondo perduto ex Legge 13/1989.

Ben gestite, queste misure possono ridurre il costo reale di un montascale anche di oltre il 70%, trasformando un intervento necessario in un investimento sostenibile.

1. Bonus barriere architettoniche 75%: la detrazione principale per il montascale

1.1 Che cos’è

Il Bonus barriere 75% è una detrazione IRPEF pari al 75% delle spese sostenute per interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti.

  • Vale per le spese dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025.
  • Per le spese sostenute dal 2024 in poi, la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo, come stabilito dal D.L. 39/2024.

1.2 Interventi ammessi (cosa copre sul montascale)

Dal 2024 il bonus è applicabile solo agli interventi espressamente indicati nell’art. 119-ter:

  • scale e rampe;
  • ascensori;
  • servoscala e montascale;
  • piattaforme elevatrici.

Il montascale rientra quindi a pieno titolo tra gli interventi agevolabili, a condizione che:

  • l’edificio sia già esistente (no nuove costruzioni);
  • l’intervento rispetti i requisiti tecnici del DM 236/1989 in materia di accessibilità, adattabilità e visitabilità;
  • l’installazione sia realmente funzionale all’eliminazione delle barriere architettoniche (superamento di dislivelli, accesso ai piani, ecc.).

💡 Attenzione importante: dopo il D.L. 212/2023, non sono più agevolati al 75% i semplici interventi di automazione degli impianti (es. solo automazioni di tapparelle o cancelli), salvo i casi “salvaguardati” in cui i lavori o i contratti erano già iniziati prima del 30/12/2023.

Per il montascale come impianto di sollevamento, invece, la detrazione resta pienamente valida se sono rispettati i requisiti del DM 236/89.

1.3 A chi spetta

Il bonus è “oggettivo”: conta l’intervento e l’edificio, non necessariamente lo stato di salute di chi richiede la detrazione

Possono beneficiarne, se sostengono la spesa:

  • proprietari, nudi proprietari, usufruttuari;
  • inquilini e comodatari;
  • familiari conviventi;
  • condomìni (per le parti comuni);
  • soggetti con reddito d’impresa e professionisti.

Per chi ha una disabilità o vive con un familiare disabile, è ovviamente un’agevolazione strategica, ma non è limitata ai soli disabili.

1.4 Massimali di spesa

La detrazione del 75% si calcola su questi limiti massimi:

  • 50.000 € per edifici unifamiliari o unità funzionalmente indipendenti con accesso autonomo;
  • 40.000 € × n. unità per edifici da 2 a 8 unità;
  • 30.000 € × n. unità per edifici con più di 8 unità.

Per l’acquisto e l’installazione di un montascale in una singola abitazione, il tetto di 50.000 € è quasi sempre più che sufficiente.

1.5 Ripartizione e aspetti tecnici

2. Bonus ristrutturazioni: 50% sulla prima casa nel 2025

In alternativa al bonus 75%, è possibile utilizzare il Bonus ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR), che resta valido anche per gli interventi di eliminazione barriere (scale, rampe, ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici).

2.1 Aliquote e limiti 2025

Per le spese sostenute nel 2025:

  • 50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale,
  • 36% di detrazione per gli interventi su altre abitazioni,
  • con tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare.

La detrazione va ripartita generalmente in 10 anni.

Per il biennio 2026–2027, le aliquote si riducono a:

  • 36% per abitazione principale;
  • 30% per le altre abitazioni;
  • sempre con tetto di 96.000 €.

2.2 Quando ha senso usarlo per il montascale

Il bonus ristrutturazioni è un’alternativa al 75%:

  • utile quando non si riesce a rispettare in pieno il quadro tecnico del bonus barriere 75%;
  • oppure quando si inserisce il montascale in un intervento di ristrutturazione più ampio.

Di norma, però, per un montascale dedicato alle barriere architettoniche, il Bonus 75% resta la scelta fiscalmente più conveniente.

3. Detrazione 19% per mezzi di sollevamento per disabili (L. 104/1992)

Oltre alle detrazioni edilizie, la normativa fiscale prevede una specifica detrazione IRPEF del 19% per:

“spese sostenute per mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento” di persone con disabilità riconosciute ai sensi dell’art. 3 L. 104/1992.

In questo ambito rientrano anche:

  • montascale;
  • servoscala;
  • piattaforme elevatrici, se classificati come sussidi sanitari / mezzi di ausilio.

3.1 Requisiti principali

  • presenza di handicap motorio o psicomotorio certificato (art. 3 L. 104/92), del contribuente o del disabile fiscalmente a carico;
  • spesa documentata e pagamenti tracciabili;
  • il familiare che sostiene la spesa può detrarla, se il disabile è a carico.

Questa detrazione è compatibile con l’IVA al 4%, ma non può essere usata sulle stesse spese per cui si è già scelta un’altra detrazione (es. bonus 75% o 50%). È una via alternativa, utile in scenari specifici (ad esempio quando non si vogliono o non si possono inquadrare i lavori come interventi edilizi).

4. IVA agevolata al 4% sul montascale

L’IVA agevolata è il vantaggio economico più immediato: non è una detrazione futura, ma uno sconto diretto sul prezzo in fattura.

4.1 Quadri normativi principali

Per i montascale, l’IVA al 4% può derivare da due norme:

  1. Tabella A, parte II, n. 41-ter DPR 633/72
    – opere direttamente finalizzate al superamento/eliminazione delle barriere architettoniche;
    – è un’agevolazione oggettiva, legata alle caratteristiche tecniche dell’opera, non allo status del singolo acquirente.
  2. Tabella A, parte II, n. 31 e 41-quater DPR 633/72
    – protesi e ausili relativi a menomazioni funzionali permanenti;
    – più spesso usata per ausili sanitari destinati a persone con disabilità certificata.

Per i montascale installati come opere di abbattimento barriere in edificio (quindi come “servoscala e mezzi simili” ai sensi DM 236/89), l’interpretazione dominante e confermata dall’Agenzia delle Entrate è che si possa applicare l’IVA al 4%, a condizione che:

  • l’impianto rispetti i requisiti tecnici di servoscala/piattaforma per disabili del DM 236/1989;
  • l’intervento sia oggettivamente finalizzato al superamento di barriere architettoniche.

In pratica, la maggior parte dei produttori/installer di montascale applica l’IVA al 4% quando:

  • il montascale è progettato per PERSONE con ridotta capacità motoria;
  • sono rispettate le specifiche tecniche e documentali;
  • spesso viene richiesta documentazione sanitaria a supporto, per evitare contestazioni.

Bonus Montascale 2025: detrazioni e IVA agevolata

5. Contributi a fondo perduto Legge 13/1989

Accanto ai bonus fiscali, resta attiva la Legge 13/1989, che prevede contributi a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (parti comuni e singole unità).

5.1 Chi può chiederli

Possono presentare domanda al Comune:

  • persone con disabilità motoria significativa o invalidità totale;
  • persone con menomazioni permanenti alle funzioni di movimento;
  • non vedenti;
  • familiari che hanno in carico persone con disabilità;
  • condomìni con residenti disabili;
  • strutture residenziali e assistenziali per persone con disabilità (secondo i regolamenti regionali).

Spesso, le graduatorie danno priorità ai casi di disabilità più grave e ai redditi più bassi.

5.2 Cosa finanziano

Tra gli interventi tipicamente ammessi:

  • montascale e servoscala;
  • piattaforme elevatrici e mini-ascensori;
  • ascensori nuovi o adeguamenti;
  • rampe e adeguamento di ingressi;
  • dispositivi per non vedenti;
  • automazioni di porte/portoni per accessibilità.

Le domande si presentano al Comune dove è situato l’immobile, di norma entro il 1° marzo di ogni anno (la data precisa è fissata dai singoli bandi comunali o regionali).

Questi contributi sono cumulabili con IVA 4% e con le detrazioni fiscali, salvo diverse indicazioni del Comune (che in alcuni casi può ridurre l’agevolazione fiscale sulla parte coperta a fondo perduto).

6. Superbonus 65% 2025 e montascale come intervento “trainato”

Nel 2025 il Superbonus esiste ancora, ma con una platea molto ristretta:

  • aliquota 65%;
  • accessibile solo a chi aveva già avviato gli interventi (CILA o altri titoli presentati entro il 15/10/2024, e relative delibere condominiali).

L’eliminazione delle barriere architettoniche, compresa l’installazione di un montascale, può rientrare nel Superbonus solo come intervento “trainato”, se effettuata congiuntamente a interventi “trainanti” come:

  • cappotto termico;
  • sostituzione impianti di climatizzazione con impianti ad alta efficienza;
  • interventi antisismici.

Per la maggior parte dei privati che nel 2025 decidono oggi di installare un montascale, il Superbonus non è più praticabile, perché richiedeva pratiche avviate entro il 2024. In questi casi si torna quindi agli strumenti principali:

  • Bonus 75%,
  • Bonus ristrutturazioni 50%/36%,
  • IVA 4%,
  • eventuali contributi L. 13/1989.

7. Strategia di risparmio per l’acquisto di un montascale nel 2025

Per un cliente che acquista un montascale nel 2025, la combinazione più vantaggiosa è di solito:

  1. IVA agevolata al 4% → risparmio immediato in fattura.
  2. Bonus barriere 75% → recupero del 75% in 10 anni.
  3. Contributi Legge 13/89, se ottenuti → ulteriore riduzione del capitale speso.

Esempio semplificato

  • Costo montascale (imponibile): 10.000 €
  • IVA 4%: 400 € → prezzo fattura: 10.400 €
  • Detrazione 75% su 10.400 €: 7.800 € di IRPEF recuperata in 10 anni
  • Eventuale contributo comunale (esempio): 3.000 €

Costo effettivo, tenendo conto di detrazione e contributo:
→ nell’ordine di 1.500–2.000 € (la cifra precisa dipende dal profilo fiscale del cliente e dall’ammontare del contributo).

Bonus Montascale 2025: detrazioni e IVA agevolata

Installare un montascale nel 2025 non rappresenta soltanto una scelta di comfort, sicurezza e autonomia, ma costituisce anche un investimento estremamente vantaggioso dal punto di vista economico, grazie al complesso di agevolazioni fiscali e contributi statali tuttora disponibili.

Attraverso una corretta pianificazione fiscale — che combini IVA agevolata al 4%, Bonus Barriere Architettoniche al 75% e, ove possibile, i contributi a fondo perduto della Legge 13/1989 — è possibile ridurre il costo finale dell’intervento anche oltre il 70%, rendendo l’accessibilità finalmente alla portata di molte famiglie.

Il montascale non è semplicemente un ausilio tecnico: è uno strumento concreto per recuperare indipendenza, sicurezza negli spostamenti domestici e qualità della vita, sia per chi ha una disabilità certificata sia per le persone anziane con difficoltà motorie.

Il nostro supporto

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